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ERA IL 24 GIUGNO 1894 ...



In questo giorno sul finire dell'Ottocento in un antico quartiere, forse il più antico, detto del Critè, adagiato sul costone meridionale del paese, nasceva Giovanni Luigi da un tavernaro e da donna civile. Oggi questo termine fa sorridere, nel senso che sarebbe interpretato o come contrario di militare o ecclesiastico, o come sinonimo di ben educato, invece allora era usato nel significato di persona benestante.
La coppia ebbe dieci figli, alcuni morti prematuramente, l'ultimo nato postumo. Negli atti di nascita e di morte dei figli il padre Francesco è indicato ora come massaro di campo, ora come proprietario, ora come tavernaro e in un caso macellaio. Sapeva firmare.
Sappiamo chi erano i suoi ascedenti e i collaterali, persone che daranno origine a vari rami da un ceppo originario presente a San Marco fin dalla fine del Settecento. Il capostipite di cui abbiamo documentazione certa si chiamava Angelo Credidio ed era nato agli inizi del secolo anzidetto. I suoi due figli Giuseppe e Domenico originarono due distinti rami. Dall'archivio dello stato civile e dagli atti decurionali abbiamo desunto molte notizie per delineare l'origine e la storia del ceppo di appartenenza, abbastanza esteso e ben conosciuto.
La donna seduta nella foto -inviataci da un discendente dagli Stati Uniti- è una Credidio, fotografata al momento del suo sbarco con marito e figli. Gli abiti indossati ci danno un'idea delle condizioni socio-economiche della famiglia, definite all'epoca con il termine che abbiamo indicato: civile.
Quasi tutti i membri maschi erano commercianti, artigiani, massari, qualcuno sacerdote, il che consentiva di avere qualche ruolo anche nella pubblica amministrazione, unitamente alla condizione di assoluta fedeltà alla corona borbonica. E così troviamo il cognome tra coloro che beneficiarono di appalti sulle gabelle comunali, di inserimento tra aspiranti responsabili di istruzione e pubblici servizi, nonché tra i contribuenti soggetti al ruolo per la tassa sui domestici.
Allora come oggi le condizioni economiche di maggior vantaggio destavano l'invidia di altri concittadini che nel nostro caso è documentata in un atto del consiglio comunale. Siamo nel 1878 e il consiglio comunale decide di affidare ad un impiegato del comune, un Credidio, le funzioni di segretario in sostituzione del titolare, in congedo per cure termali, ma non tutti vedono di buon occhio la nomina di "un giovine di belle speranze che non è suscettibile a disbrigare esattamente tutte le pratiche".
Il giovane diventerà, invece, segretario comunale e non deluderà le speranze di tanti concittadini, e di alcune concittadine, dando prova palese di saper disbrigare ogni genere di pratica.

San Marco Argentano, 24 giugno 2017

Paolo Chiaselotti



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