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L'ANTISTORIA

MELAZ E MARCO BOEMONDO (3° episodio)

Nella precedente puntata Boemondo e gli altri Cristiani attendono un ordine da Melaz sulla sorte di Dalimanno e degli uomini di corte.

donna medievale come Melaz Allora Melaz, rassicurata, si mise a ridere, e quasi fosse a capo dei Franchi disse a Dalimanno: «Caro padre, ti sei ingiustamente adirato con me, e mi hai terrorizzata con una serie di minacce e infamanti improprerii, per un intervento provvidenziale che, nel tuo interesse, escogitai per grande affetto. Infatti, i tuoi uomini furono rincuorati dal sopraggiungere dei Franchi nella battaglia, mentre i nemici subito cominciarono a vacillare. Valuta quanto siano fedeli i Cristiani. Ti sono venuti in aiuto disinteressatamente e grazie a questi combattenti i nemici sono scappati via. Come anche un cieco può vedere, sono scesi qui con grande facilità, ma se non volete liberarli, torneranno indietro. Attendono solo, fiduciosi della tua generosità una mercede per la loro prestazione. Impugnano già le spade e se volessero potrebbero sgozzarci tutti. Già hanno nelle loro mani la torre, il palazzo e tutte le ricchezze in esse contenute e i tuoi cittadini non osano neppure fiatare contro di loro. Valuta, dunque, padre cosa fare, chiedendo aiuto ai consiglieri che hai a disposizione».
Nel dire ciò la donna stava dalla parte cristiana. Dalimanno, invece, separatamente si consultava con i suoi. Quindi da dov'era disse: «Innanzitutto, figlia, vogliamo sentire il tuo consiglio». Ed essa rispose: «Vi dirò immediatamente ciò che ritengo utile. Fai pace con i Cristiani con patto di reciproca fiducia vita natural durante. Rilascia tutti i prigionieri che si trovano nelle tue terre e loro vi restituiscano coloro che sono nelle loro mani. A Boemondo, invece, e ai suoi uomini, grazie ai quali si è ottenuta la vittoria, assegna adeguate attestazioni di gloria per il servizio reso. Sappi ancora questo, che io sono Cristiana e voglio rinascere con sacramento della legge cristiana, e non vivrò più qui con voi. La legge cristiana, infatti, è santa e onesta; la vostra al contrario è piena di vanità e inquinata da tutte le brutture».

Al-Malik di Benozzo Gozzoli Ciò udendo, i Turchi fortemente stizziti, mostrarono un aspetto minaccioso con sguardi torvi e gesti di condanna, ma, Dio impedì che potessero compiere nei fatti il malvolere che avevano nel loro animo pagano. Mentre quelli discutevano sul da farsi, Melaz chiamati da parte i Cristiani disse loro: «Su, valorosi cavalieri, provati in molte necessità e traversie, venuti spontaneamente qui da lontane regioni, che avete affrontato e superato con vigore molte fatiche e rischi, agite con coraggio in nome del vostro Dio, che affermate essere onnipotente. Ora è d'uopo mettere in campo armi e coraggio, affinché ciò che avete raggiunto, portiate lodevolmente a termine. Mio padre è molto adirato con voi, e assieme ai suoi con tutte le sue forze sta tramando la nostra distruzione. Finora avete osservato alla perfezione la condizione da me proposta. Da adesso vi libero della vostra promessa confermata con giuramento.
Rafforzate le difese della rocca, della reggia e del muro intorno, perquisite le stanze grandi e piccole, e controllate gli ingressi affinché nessuno esca o entri senza la vostra autorizzazione. Se, infatti, mio padre uscisse da qui, radunerebbe tutte le popolazioni intorno e vi condurrebbe con un assedio spietato ad una ignobile resa o alla rovina. Pertanto rinchiudetelo assieme ai suoi in un'unica cella e costringeteli tutti, col necessario rigore, a venire a patti; ma, per quanto potete, impedite che la vostra mano sparga del sangue. Affido a te, o signore Boemondo, che sei il più esperto, universalmente apprezzato per maturità e sentimento, la prudente esecuzione di quanto vi ho detto. Da questo momento sarò vostra inseparabile sorella e sosterrò assieme a voi gioie e dolori nella fede del Signore Gesù Cristo
».

Nella prossima puntata sapremo se Boemondo seguì i consigli di Melaz oppure ...


San Marco Argentano, 13 maggio 2023

Paolo Chiaselotti
Le immagini sopra riportate sono tratte da una miniatura la prima, raffigurante una scena di vita medievale, e da un dipinto di Benozzo Gozzoli, raffigurante il sultano Al-Malik, la seconda.
Il testo soprariportato è una traduzione personale del racconto di Orderico Vitale.
Testo consultato: "Patrologiae cursus completus: sive biblioteca universalis ...", Volume 188, di Jacques-Paul Migne 1853, "Historia ecclesiastica", Ordericus Vitalis, Tomus CLXXXVIII, pars III liber X cap. XXI, XXII, XXIII, pag.774 e seguenti (digitalizzato da Google)


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