Settembre 1812, l'armigero Ciaglia ...
Gioacchino Murat visita il Real Albergo dei Poveri a Napoli, dipinto di Benjamin Rolland, 1814 (da Wikipedia)
Nel periodo della dominazione francese fu registrata a San Marco la presenza di un armigero con la propria famiglia, composta da tre figli e una 'compagna'. Con il termine un po' desueto di armigero era genericamente indicata una persona arruolata, non sappiamo se come milite o come guardia civica. Si chiamava Michele Ciaglia e dagli atti risulterebbe originario o proveniente dalla "Comune di Campagna d'Eboli", dove erano nati due suoi figli e dove probabilmente era morta poco dopo sua moglie, Maria Cassano. Ho potuto ricostruire le vicende legate a quest'uomo, al seguito dei francesi di Gioacchino Murat, in base ai documenti conservati negli archivi dello stato civile di San Marco e Mongrassano. Tutto ciò che conosciamo di lui si svolse nel ristretto periodo di due soli anni, dal 1810 al 1812, che videro la nascita di un figlio a San Marco e la fine della famiglia con la morte di entrambi i genitori. Da quel poco che offre ciascun atto che li riguarda ho potuto ricostruire la loro storia, breve, triste e con un piccolo mistero a cui non sono riuscito a dare una spiegazione. Quali furono le cause della morte di Michele Ciaglia e della donna che gli diede un figlio non lo sappiamo, come pure ignoriamo per quali cause morirono a distanza di una settimana in due luoghi diversi e, soprattutto, le registrazioni delle morti presentano una palese contraddizione. Lo stato civile di Michele Ciaglia è condensato nell'atto di nascita di un figlio e nell'atto di morte di una figlia. Il 25 gennaio 1810 fu registrata a San Marco la nascita di un bambino, Luigi Silvestre Ciaglia, avvenuta nel quartiere Ser Andreace (identificabile con la zona compresa tra le attuali Piazza Garibaldi, via Roma, inizio di via Raffaele Fiore, strada Santa Caterina, via Poerio). Il padre Michele Ciaglia, un armigero in servizio presso l'ufficio del Giudice di Pace, dichiara che il nato è "figlio di parto illegittimo (sic!) con Angela Cassano". Dall'atto di morte di una figlia apprendiamo il passato più recente di quest'uomo. Il 27 giugno 1811 Francesco Fava, un agricoltore di 50 anni e Francesco Fava, di anni 54, sarto, dichiarano la morte di una bambina di tre anni, Antonina Ciaglia nata nella Comune di Campagna d'Eboli, deceduta nella casa di abitazione del padre Michele Ciaglia, armigero, di anni 38, nel quartiere Ser Andreace, figlia della fu Maria Cassano morta all'età di ventidue anni "in questa Comune". Dai registri d'archivio di San Marco non risulta alcuna morte di una qualsiasi donna di quell'età che possa corrispondere alla madre della bambina nata a Campagna d'Eboli. Il cognome Cassano è lo stesso di quell'Angela da cui Michele Ciaglia ebbe il figlio Luigi a San Marco. Potremmo supporre che si trattasse di due sorelle e che il luogo della morte di Maria sia stato erroneamente attribuito a San Marco, mentre potrebbe essere deceduta a Campagna d'Eboli negli anni 1808 o 1809. Poiché il figlio Luigi era nato a San Marco il 25 gennaio 1810 potremmo porre il limite della morte di Maria Cassano almeno a nove mesi antecedenti detta data, ovvero ad aprile del 1809, ma non possiamo escludere che Michele Ciaglia potesse avere avuto una relazione con l'altra donna mentre era ancora sposato. Un fatto è certo: l'attestazione di morte di Maria Cassano avvenuta a San Marco non risponde al vero. L'anno successivo alla morte di Antonina Ciaglia, morirono a distanza di una settimana l'uno dall'altra, sia Michele che Angela Cassano. La prima a morire, stando alla registrazione dell'atto di morte, fu Angela Cassano, filatrice di ventotto anni, deceduta alle ore tredici del 5 settembre 1812 nella sua propria casa nel quartiere del Crité. Dall'atto risulta che era "nata da genitori ignoti, in Sicilia, al di là del Faro", niente meno che "a Pantelleria", un'isola più vicina alle coste dell'Africa che a quelle siciliane! Dobbiamo, ovviamente, accettare l'attestazione sottoscritta dall'ufficiale dello stato civile dell'epoca, il sindaco Nicola Campagna, a cui la dichiarazione fu fatta da Francesco Fava di anni 50, calzolaio, e da Pietro Siciliano di anni 37, bracciale, anch'essi domiciliati al quartiere del Crité. I dichiaranti aggiungono, inoltre, che la donna ha lasciato superstite un figlio di tre anni, di nome Luigi Silvestre Ciaglia, figlio di Michele Ciaglia, armigero, "morto di anni trentanove nella Comune di Mongrassano". Perché ho evidenziato il luogo in cui risulterebbe essere deceduto Michele Ciaglia? Per il semplice fatto che egli era ancora vivo! Dai registri d'archivio del Comune di Mongrassano risulta, infatti che, Michele Ciaglia morì il dodici settembre 1812 alle ore venti nella casa di uno dei dichiaranti, Rafele Dattilo, cioè sette giorni dopo dalla data in cui, a San Marco, era stato dichiarato già deceduto. Nell'atto di morte i dichiaranti, Rafele Dattilo, di anni 48, coltivatore, e Pasquale Franzese, di anni 50, bracciale, attestano dinanzi al sindaco Domenico Petta, che Michele Ciaglia, figlio del fu Tommaso e di Angelica Longobardi, vedovo della fu Angela "|si ignora il suo cognome|", lascia due figli "il primo di sesso maschile d'anni quattro chiamato Giuseppe, il secondo dell'istesso sesso chiamato Luigi, nati e domiciliati nella Comune di San Marco". Dalla dichiarazione emergono due notizie che ignoravamo, i nomi dei genitori di Michele e la presenza di un figlio, Giuseppe, di anni quattro, nato, quindi, nel 1808, lo stesso anno in cui era nata Antonina. È probabile che i dichiaranti di Mongrassano ignorassero dove Giuseppe fosse nato, ma certamente avendo quattro anni doveva essere gemello di Antonina, nato a Campagna d'Eboli e figlio anch'egli di Maria Cassano. La dichiarazione che la madre di Michele, Angelica Longobardi, vedova di Tommaso Ciaglia, vivesse a San Marco risulta confermata dal suo atto di morte dal quale, pur se con nome Angela Lombardi, risulta deceduta nella sua propria casa nel quartiere Capo le Rose, ovvero il Crité, il sei ottobre 1815. Del figlio Giuseppe non abbiamo trovato alcuna notizia, mentre Luigi Ciaglia "figlio delli furono Michele Ciaglia e Angela Cassano" morì il 19 maggio 1819 nell'Ospedale dei poveri esistente all'epoca nel Comune di San Marco. Con lui si chiude la storia dell'armigero, ma restano i dubbi sul modo in cui i fatti realmente si svolsero e finanche sulle dichiarazioni di alcuni testimoni. Ad esempio Francesco Fava e Pietro Siciliano sono gli stessi che nel 1810 dichiararono la morte di un tal Raffaele Guaglianone, morto di morte violenta. Un figlio di Francesco Fava, Antonio, morirà nel 1813 nel carcere di Cosenza ove era recluso per omicidio. Furono anni in cui, come ho già narrato in un altro racconto, avvennero alcune morti sospette. Tra esse dovremmo includere anche quella di Angela e Michele? San Marco Argentano, 12 settembre 2025 Paolo Chiaselotti |
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