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ACCADDE OGGI - RICORRENZE DI EVENTI ACCADUTI

FUGA DALLA TORRE

Fuga dalla torre - Bansky - Reading, Berkshire Capita, a volte, che qualcuno muoia proprio il giorno della celebrazione dei defunti. La ricorrenza di oggi riguarda la morte avvenuta in questo giorno nel lontano 1798 a San Marco, che ancora non si chiamava Argentano.
Chi era? Era conosciuto col soprannome di Mazzagalla, aveva circa cinquanta anni e si trovava nella torre, di cui noi tutti andiamo orgogliosi per la sua storia preziosa. Ma che ci faceva in una torre medievale, considerando che a quel tempo non era meta di turisti e visitatori? La torre fu adibita, come è risaputo, a carcere, quindi colui che vi morì poteva essere o il custode o un recluso.
Il secondo caso: stava, infatti, scontando una pena -per non so quale reato- nella stessa fortezza che, secondo alcuni, ebbe due illustri prigionieri: Pietro di Tira e, un secolo dopo, nientemeno che il figlio dell'imperatore Federico II.
Benché le due notizie non abbiano retto al giudizio della storia, ciò nonostante il vano più infimo e completamente buio, inaccessibile a tutti, prese l'aulico nome di "sala delle prigioni". Mazzagalla, nativo di Paola, ma cittadino di Roggiano, visse fortunatamente in un'epoca in cui la "sala" era stata interdetta ai reclusi, che erano saliti al piano di sopra, quello definito "sala delle granaglie". Può darsi, però, che all'epoca alcuni carcerati fossero detenuti anche in altre sale, inclusa -ironia del nome- la "sala delle udienze" o addirittura in quella più prestigiosa, detta la "sala del principe".
In effetti la torre apparteneva al principe di Cariati, il marchese Spinelli, ma non sappiamo se vi avesse mai soggiornato o se vi avesse ricevuto illustri ospiti, prima che venisse destinata a carcere mandamentale.
All'epoca del Mazzagalla l'edificio era malridotto a tal punto che il comune non poteva sobbarcarsi le spese di ristrutturazione. Ancora nel secolo successivo sono documentate le richieste al marchese Ricciardi di Roggiano, perché si facesse carico di esse in quanto legittimo proprietario.
La storia di Mazzagalla può ben rappresentare una metafora della vita, sotto vari aspetti, che lascio individuare e giudicare al lettore più perspicace.

Mazzagalla, al secolo Vincenzo Miriano, certamente non sarà stato l'unico recluso, ma senz'altro si distinse per spirito di iniziativa e coraggio. Un giorno, infatti, approfittando dell'ora d'aria che veniva concessa ai reclusi nella parte più alta e scoperta della torre, legò una fune ad uno dei beccatelli e si calò nel vuoto, convinto che una volta atterrato si sarebbe lasciato per sempre alle spalle quella dannata vita, riacquistando la libertà.
Non sappiamo se la corda non fosse sufficientemente lunga o se avesse ceduto perché incautamente fissata o se a Mazzagalla mancarono le forze, fatto sta che precipitò da una certa altezza stramazzando al suolo.
Non morì grazie alla Provvidenza ed ebbe il tempo di confessarsi lì dove si trovava e di ricevere gli oli santi prima di rendere l'anima a Dio. Il Governatore, prontamente informato del fatto, autorizzò il seppellimento, al quale provvide lo stesso curato che custodiva segretamente memoria delle azioni commesse dallo sventurato. Mazzagalla fu sepolto nella cattedrale, precisamente nella cripta, assieme a tanta gente per bene, finanche vescovi.
Noi, oggi, possiamo visitare entrambi i luoghi, la torre e la cripta, soffermandoci sui particolari architettonici che li rendono tanto pregevoli ai nostri occhi, mentre la guida ci spiega che Roberto il Guiscardo, iniziò proprio da San Marco Argentano la sua scalata al potere e morì per dissenteria in terra straniera.


San Marco Argentano, 2 novembre 2025

Paolo Chiaselotti

Nella foto in alto l'immagine di un detenuto in fuga da un cercere, apparsa nel 2011 a Reading, una città inglese del Berkshire. L'opera &egrava stata eseguita, probabilmente dall'artista-writer Bansky, sul muro dell'ex-prigione di quella città.
La presente pagina della rubrica Accadde Oggi fu scritta nella data indicata, non fu mai pubblicata. La data effettiva della pubblicazione è il 31 maggio 2026. Ho, tuttavia, preferito lasciare la data originale in quanto ricorrenza del fatto avvenuto a San Marco Argentano il 2 novembre 1798.
Qui sotto uno stralcio fotografico del documento in cui è riportata l'attestazione della sua morte.

Morte di Vincenzo Miriano 1798
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