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ACCADDE OGGI - RICORRENZE DI EVENTI ACCADUTI


FRA LEGALITÀ E ANARCHIA.



Il dodici marzo del milleottocentocinquantanove il decurionato decide di acquistare un'opera di un tale Fanelli. Il costo dell'opera è di duecentotredici ducati, circa quattrocento euro attuali, valutando quanto potrebbe costare oggi un'opera simile.
Non saprei dirvi che genere d'opera avessero acquistato gli amministratori dell'epoca, o meglio non avrei saputo dirvi in che cosa consistesse quell'opera, nè chi fosse il suo autore di cui conosco solo il cognome. Fortunatamente, però, anche un ignorante come me può trovare in rete quelle notizie che un tempo erano appannaggio esclusivo di dotti, ricercatori, letterati e via dicendo.
Consentitemi una breve digressione sull'utilità di motori di ricerca e perché no, social, che, in un labirinto inestricabile di verità, falsità, facezie e cose serie, ci permettono di dare una risposta alle nostre curiosità. Che cosa saremmo oggi senza un cellulare in mano?!
Ritornando, in parte confortato dall'ennesimo dubbio, all'argomento in questione ho trovato il nome di un Giuseppe Fanelli, e non solo: un'ampia biografia, più di un'immagine fotografica, qualcuna addirittura assieme a Bakunin!
Per un attimo ho pensato a che genere di opera poteva essersi dedicato un signore dall'aspetto austero con una lunga barba nera se non a quella del carbonaro! intendo dire del carbonaro risorgimentale, e l'idea di essermi imbattuto nel Finelli, in cui gli amministratori di San Marco in pieno regime borbonico avevano riposto le speranze del bene comune, al costo di duecentotredici ducati, mi lasciava sbalordito. Possibile, mi sono chiesto, che osassero sfidare l'ira sovrana mettendosi apertamente dalla parte di chi voleva sovvertire l'ordine costituito?!
Alla fine, dopo una serie di incroci tra differenti siti che riportavano ora una ora un'altra informazione, ho scoperto che l'opera poteva essere la seguente: "Legislazione e giurisprudenza generale pel Regno delle Due Sicilie", cioè una raccolta di leggi emanate sotto il governo borbonico pubblicata a metà Ottocento. Ma l'aspetto più interessante di tutta questa ricerca è che l'opera in quattro volumi fu curata da un tal Lelio Maria Fanelli, che altro non era che il padre del predetto cospiratore!
Insomma la somma stanziata dal comune non era finalizzata a finanziare l'opera eversiva di Giuseppe Finelli, bensì a conoscere e praticare tutte le misure idonee a contrastare ogni forma di disobbedienza verso la maestà del Re delle due Sicilie. Non dico che avrei desiderato il contrario, per non apparire anch'io un pericoloso sovversivo, ma non vi nascondo che la sola idea di poter narrare una pagina inedita e succulenta della nostra storia era talmente forte che adesso, accertata la verità dei fatti, l'avvocato Lelio Maria Fanelli, padre di Giuseppe, mi toglie ogni interesse a continuare questo racconto, anche perché non saprei cos'altro aggiungere a quanto già scritto.
E allora?
Allora proverò ad immaginare un acceso dibattito all'interno del consiglio comunale.
  • Resta impegnata la somma di ducati duecentotredici e di carlini diciannove per l'opera di Fanelli.
  • Giuseppe?! (risate e qualche gesto fuori luogo)
  • Lelio Maria Fanelli, avvocato Lelio Maria Fanelli
  • È arrivata la sollecitazione di re Ferdinando? (applauso generale)
  • Niente affatto, è per le meraviglie della magnificenza di questo singolarissimo digesto ... (mormorio, oh, oh) e inoltre sua Maestà il Re, Nostro signore, non sta affatto bene (applauso generale).
  • Avete già letto tutti e quattro i volumi?! (risata)
  • Non lo dico io, lo dice Pasquale Stanislao Mancini, il chiarissimo cavalier Mancini ...
  • Ma se l'opera era così indispensabile, perché non è stata acquistata prima?
  • C'era prima il contributo di cento euro per la statua a Carlo III a Napoli ...
  • Giusto, opera utilissima, sempre che si faccia, sperando che il figlio del nostro scienziato, Giuseppe Fanelli, non ci si metta di mezzo con le sue idee sovversive!
  • A tenerlo a bada ci pensa il padre, che non lascia di occuparsi diligentemente della famiglia di cui è a capo.
  • Lo dico perchè ci sono voci di movimenti contro il nostro Felice Regno e non vorrei che i nostri soldi ...
  • Serviranno a tenere a bada carbonari, savoiardi, anarchici e socialisti come il vostro Giuseppe! (rumoreggiare, grida, un Viva l'Italia coperto da Viva il Re Ferdinando Nostro Re e Signore)

Non so se andò proprio così, ma l'anno successivo, ad ottobre, l'esito del plebiscito per il nuovo governo sabaudo fu salutato dal "grido unanime di viva l'Italia una con Vittorio Emmanuele!"


San Marco Argentano 12.3.2021

Paolo Chiaselotti



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