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QUALE SARÀ IL FUTURO DEL PASSATO? ![]() La torre come esempio di rivalutazione del passato attraverso percorsi virtuali (immagine originale 2665x1171) Prendo in prestito il titolo (sottotitolo: Il patrimonio culturale tra emergenze e resilienza) di un importante convegno accademico organizzato qualche anno fa dall'Università degli Studi Roma Tre in collaborazione con altri atenei italiani. Lo faccio per affrontare un problema urgente riguardante un monumento simbolo: la nostra torre, conosciuta come Torre Normanna. Esso si presta, inoltre, più di altri, a spiegare l'uso di nuove tecnologie applicate all'arte. Tutti noi abbiamo visto, sui social network o nei passaggi pubblicitari, il magico apparire di ambienti antichi ricostruiti in pochi istanti: le piramidi svelate al loro interno, o il Colosseo nel tempo del suo massimo splendore, popolato da spettatori e gladiatori incredibilmente reali. È lo stesso mondo virtuale che un nostro concittadino, il dott. Salvatore Avolio, laureato in arte, musica e spettacolo, quindi un esperto di comunicazione visiva, ci propone periodicamente, ricostruendo strade, edifici storici o stadi nel corso di uno spettacolo, mostrandoli sotto una luce del tutto nuova. Pur avendo insegnato arte per molti anni, confesso che queste nuove tecniche visuali di origine virtuale mi incuriosiscono, ma mi trovano impreparato. Poco male, data la mia età. Il vero problema riguarderà insegnanti, guide turistiche o conferenzieri che si ostineranno ad affidarsi unicamente alla propria voce e alla gestualità delle mani per mostrare muri inesistenti o per descrivere l'ampiezza di un monumento. Il mio discorso - terra terra - vuole prospettare un problema cruciale per una comunità come la nostra, che dipende in gran parte dal proprio patrimonio storico-artistico. Non a caso, infatti, ha assunto come propria identità il nome di Città del Guiscardo. Un esempio illuminante: i monumenti cittadini vengono aperti su richiesta e in base alla disponibilità di accompagnatori precari. Possiamo dire che la sfida al futuro è già persa in partenza. Non ci vuole molto, tuttavia, a rovesciare una situazione di decadimento in una di progresso. Ci vuole volontà e ,soprattutto, la consapevolezza che i beni artistici e culturali sono una risorsa da investire. Musei, sale espositive e centri d'arte internazionali utilizzano da tempo la tecnologia per presentare visivamente l'oggetto dei loro studi, sviscerandone ogni aspetto storico. Soffermandoci a livello locale, una seria progettazione di nuovi metodi di comunicazione e la loro applicazione possono diventare la matrice di una memoria viva. Applicata ai monumenti della città questa tecnologia cancella la distanza temporale: il visitatore ha la reale sensazione di abitare la torre, di entrare nelle sue "sale"e di interloquire in prima persona con i protagonisti della storia. Per l'esperimento visivo che ho voluto proporre nell'immagine introduttiva, ho scelto l'ambiente più evocativo: la Sala del Principe, che si riferisce ad un Sanseverino di Bisignano (ho immaginato fosse Luca). Lì si vedono un cortigiano e, oltre la finestra, la veduta della torre della cattedrale com'era originariamente. Si possono creare una serie enorme di immagini con queste finalità, variandole a seconda delle circostanze, dell'età dei visitatori e del loro bagaglio culturale. Fantascienza. Macchè, basta pensare come già oggi, comodamente seduti o camminando per strada, possiamo interagire con l'intelligenza artificiale. Qualcuno obietterà: «Vuoi metterla a confronto con una persona reale che spiega tutto con la sua voce!!» Sono proprio i 'mostri' della comunicazione (vedi Alberto Angela, Alessandro Barbero ecc.) i primi ad utilizzare le tecniche di cui sto parlando. Un accompagnatore, anche senza conoscere nulla di storia, capace soltanto di usare un computer, potrebbe trovare un valido apporto per il suo lavoro. Basterebbe che dica al visitatore dire: "Prego, se vuole sapere qualcosa può rivolgersi direttamente a chi viveva nella torre ...", per lasciarlo incredulo di trovarsi proiettato egli stesso, con la sua voce e il suo corpo, di fronte ad un'affabile principe Sanseverino. Il problema, a questo punto, sta nell'elaborazione di un progetto culturale affascinante e credibile: programmare l'interazione, fornire i giusti parametri entro i quali il soggetto storico agisce, si muove e risponde. La cattura dell'immagine del visitatore e la sua trasformazione è già possibile fin d'ora con l'ausilio di poche attrezzature e dell'intelligenza artificiale. Non si tratta di investimenti milionari, in quanto già con pochissima spesa si può ricorrere all'intelligenza artificiale, ma soprattutto di ideare una forma o più forme d'uso che facciano riferimento al nostro specifico interesse. Per capirci: il visitatore, la cui immagine viene catturata nel momento in cui chiede di visitare la torre, in pochissimi secondi diventa coprotagonista dell'evento storico che gli interessa. Lo ripeto. In un tale progetto entrano in gioco varie risorse umane: conoscenze, capacità, intelligenze e diverse figure professionali. Con le tecniche esistenti, oggi si possono creare episodi, illustrazioni e storie animate di un impatto impressionante, incluse musiche e canti d'epoca, voci del passato ecc. ecc. Perché perdere un'occasione che risveglierebbe l'interesse di tanti giovani laureati, che oggi si sentono mal utilizzati in compiti marginali come l'abbeverare le piante? Se non pensiamo adesso a quale sarà il futuro dei nostri monumenti e della nostra identità, ci ritroveremo tra le mani solo ruderi di un passato che potremo solo ricordare con nostalgia e rammarico. San Marco Argentano, 26 ottobre 2026 Paolo Chiaselotti Nota: Perché non ho usato un'ambientazione di epoca normanna? |
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