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CRIVELLA - CRIVELLI.

Miniatura raffigurante Isidoro di Siviglia da un manoscritto del X secolo (da Wikipedia)
Miniatura raffigurante Isidoro di Siviglia da un manoscritto del X secolo (da Wikipedia)

Perché introdurre la storia di una famiglia con l'immagine di Isidoro da Siviglia, uno dei uno dei maggiori esponenti della cultura del mondo cattolico, vissuto nell'alto medioevo e venerato come Santo dalla Chiesa cattolica? Semplicemente perché il nome Isidoro ricorre per ben tre generazioni nei Crivella o Crivello o Crivelli nati a Fagnano e successivamente trasferitisi a San Marco.
Nella storia della Chiesa compaiono i nomi di due santi con tale nome, entrambi nati in Spagna. Il primo e il più noto è Sant'Isidoro da Siviglia, l'altro è Sant'Isidoro l'agricoltore vissuto vari secoli dopo. A quale dei due santi fossero dedicati i Crivelli fagnanesi non lo sappiamo, ma visto che quello di Siviglia fu il primo con tale nome, possiamo considerarlo a tutti gli effetti il Santo all'origine delle varie devozioni.
Indubbiamente provenendo entrambi dalla cultura religiosa spagnola dobbiamo ritenere che essa abbia influenzato le varie devozioni presenti diffusamente in Italia e nel meridione in particolare.
Fino a che punto una tale devozione segnò la vita di coloro che ne portavano il nome e nel caso specifico i Crivelli? Dall'atto di morte del capostipite, o per meglio dire del primo nominativo che conosciamo, Isidoro Crivella, risulta che era eremita presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Fagnano. Non sappiamo quando fece questa scelta di vita, ma dalla cosiddetta "particula in libris mortuorum" dell'anno 1801 risulta che all'atto della sua morte in data 4 aprile aveva circa cinquanta anni, era nato a Fuscaldo ed era sposato con Maria de Marco di Cetraro. Dall'atto di morte del figlio Francesco, anch'egli nato a Fuscaldo intorno al 1775, desumiamo, quindi, che alla data del decesso nel 1801, Isidoro aveva moglie e un figlio di circa venticinque anni. Che cosa lo indusse a spostarsi con moglie e figlio da Fuscaldo a Fagnano per condurvi vita da eremita? Possiamo ipotizzare che fosse un monaco laico che prestava servizio nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, oggi attigua al cimitero, dove fu anche sepolto.
A san Marco in quegli anni sono documentate presenze di eremiti presso la chiesa di San Francesco, presso il Loco Santo e presso l'ospedale dei poveri. Proprio in quest'ultima sede troviamo negli atti di morte di persone che vi furono ospitate i nomi di eremiti che ne dichiarano il decesso o ne sono testimoni, segno che vi prestavano in qualche modo la loro opera.
Possiamo, quindi, supporre che anche Isidoro Crivella si fosse 'isolato' all'interno del territorio dalla natia Fuscaldo per prestare la propria opera a beneficio di altri.
La devozione, in ogni caso, per Sant'Isidoro, non sappiamo se specificatamente quello di Siviglia o l'altro detto l'agricoltore, entrambi spagnoli, era forte a tal punto in seno alla famiglia che altri due membri furono battezzati con questo nome piuttosto insolito nella nostra tradizione onomastica. Un nipote del capostipite, ovvero il figlio del citato Francesco, nato l'8 gennaio del 1802 a Fagnano fu chiamato Isidoro e a sua volta un nipote di quest'ultimo nato a San Marco il 3 settembre 1884 nel quartiere Sant'Antonio Abate a San Marco.
L'altro aspetto che desta una certa curiosità risiede nel cognome Crivella (solo in due casi Crivelli e Crivello). La possibilità che esso derivi dalle voci crivo-crivello, dal latino "cribrum", indicanti il setaccio, è molto probabile, anche considerando lo stemma della casata Crivelli, che ha nel suo scudo araldico l'immagine di un setaccio. Tale derivazione non è uniformemente documentata. Ad esempio, il noto pittore rinascimentale Carlo Crivelli, in un documento del 1444, risulta figlio del pittore Iachobus de Chriveris, abitante a Venezia.
Il cognome è scarsamente presente in Calabria, dove sono diffuse in alcune aree del Cosentino le forme Cribari e Crivari, con riferimento al mestiere piuttosto che allo strumento (crivu, crivieddru).
Non escluderei dall'insieme di dati riconducibili essenzialmente al Piemonte e alla Lombardia e in Calabria nei territori in cui fu più consistente la loro presenza (San Sisto dei Valdesi) un'origine valdese.
I Crivella provenivano da Fuscaldo; spostatisi dapprima a Fagnano, nella seconda metà dell'Ottocento giunsero a San Marco. I cugini Gennaro e Carlo Crivella, figli rispettivamente dei fratelli Isidoro e Pasquale, si sposarono a San Marco: il primo con Maria Francesca Marino nel 1877, il secondo, Carlo, nel 1879 con Maria Giuseppa Ruggiero.
Gennaro e Maria Francesca ebbero in via Sant'Antonio Abate il loro primo figlio -il terzo Isidoro della famiglia Crivella- e un secondo figlio, quindi si spostarono dapprima in località Fabbrica e poi, definitivamente, nella contrada Iotta.
Carlo e Maria Giuseppe Ruggiero, invece, scelsero di abitare nell'abitato urbano, inizialmente nell'immediata periferia, nei pressi della Riforma, dove sorgeva il convento di San Francesco d'Assisi e la chiesa di Sant'Antonio. Negli atti di nascita di due discendenti troviamo che nel Novecento abitavano sulla via XX settembre.
Questo ramo non ha lasciato discendenti diretti a San Marco, in quanto tutti i componenti nel corso di qualche decennio emigrarono in Brasile.
Per maggiori particolari su date e luoghi di nascita vedere l'albero genealogico sottostante.


S.Marco Argentano, 1° gennaio 2026


Paolo Chiaselotti

Sotto i ceppi Crivella-Crivelli presenti a San Marco Argentano (da genealogia Crivella-Crivelli del sito www.sanmarcoargentano.it)

Albero genealogico Crivella




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