Indice Genealogie
GENEALOGIE SANMARCHESI


PETRASSO - PETRASSI



Parlare di questa "famiglia" equivale a perdersi in un dedalo di discendenze e legami parentali da mettere in serio imbarazzo anche il più esperto genealogista. Solo un genetista, nel confronto del DNA di due lotanissimi portatori di questo cognome, potrebbe dare una conferma alle mie ricerche. O chi, armato di santa pazienza, va a leggersi centinaia di registri dello stato civile.
Intanto vi dico subito che nella ricostruzione degli oltre cinquecento alberi genealogici riguardanti persone nate e vissute a San Marco Argentano quella che mi ha dato le maggiori "soddisfazioni" (a qualcuno sembrerà strano che si possano trovare simili passioni!) è stata proprio questa di cui vi sto parlando.
Che c'entriate o meno con questo cognome -non importa se Petrasso o Petrassi- vi consiglio di leggere fino in fondo questa pagina perchè è unica e irripetibile.
La storia di oggi inizia con un'entrata augurale, una di quelle che potrei definire a tutto tondo o a doppi zeri, o con un vocalizzo di stupore: OO! Eh sì, perchè il 30 settembre, come oggi, domenica anche allora, dell'anno 1900 nasceva proprio una Petrassi, che morirà nel 2000, all'età di 100 anni. Si chiamava Ersilia.
Certamente molti di voi l'avranno conosciuta e alla sua morte avranno fatto qualche commento sull'età raggiunta e sul percorso esistenziale coincidente esattamente con l'inizio di due secoli.
Visto che sto ... dando i numeri (sarei curioso di sapere se tra i lettori ve ne sono alcuni che ne traggono spunto per il gioco del lotto), voglio dirvi subito che nel periodo da me preso in esame, cioè dal 1809 al 1900, furono registrate 213 nascite con questo cognome, cioè vi furono 213 padri, e se ad essi aggiungiamo anche le madri che portavano questo cognome raggiungiamo la cifra di 424 registrazioni in cui esso compare. Nei matrimoni furono ottantaquattro, tra sposi e spose, coloro che potevano vantare l'appartenenza a questa enorme diramazione parentale.
E vi dirò di più. Sempre nel periodo da me esaminato, cioè l'Ottocento, si sposò solo una coppia avente lo stesso cognome. È fin troppo ovvio che qualcuno si chiederà se appartenessero allo stesso albero genealogico. Sì, ma a ramificazioni talmente distanti che nessuno degli sposi poteva essere a conoscenza o conservare memorie di una comune appartenenza.
Meno male che ci sono i genealogisti e quelli che, come me, non hanno altro da fare che andare a pescare origini comuni! altrimenti continuereste a credere di essere di un'altra ... razza.
Lasciatemi dire che, in ciò che vi può apparire come la ricerca di finocchietti di timpa, io trovi grandi soddisfazioni, come nel caso dei Petrasso o Petrassi che dir si vogliano, i quali, ci credano o no discendono tutti da un tale MARCO PETRASSO e dalla di lui legittima consorte MARIA COLLETTA.
Questi due capostipiti, nati nella seconda metà del Settecento, diciamo intorno al 1760, non immaginavano neppure lontanamente che tre loro "puledrini" sarebbero diventati "stalloni". Se il paragone può sembrare in qualche modo lesivo della dignità di chi porta questo cognome, chiedo sinceramente scusa, ma il ricorso alla prolificità del coniglio mi è parso davvero inappropriato e di cattivo gusto.
Il progenitore, che aveva il nome del Santo Patrono della città (tenete a mente questo particolare) affidò biblicamente l'orgoglio della futura progenie a tre figli: Vincenzo, Francesco e Pasquale. Un quarto figlio morì celibe in giovane età.
Il Santo gli diede appoggio e fiducia, dimostrandogli tutta la sua riconoscenza. Come tutti sanno il nostro antico borgo normanno sa tutto di tutto del Guiscardo e ignora tutto del suo Protettore, come ad esempio che lo stemma della città posto sulla fontana di Santomarco o di Sichelgaita che dir si voglia, rappresenta una leonessa con libro e penna simbolo del nostro Evangelista.
Volete che il Santo Patrono non tenesse conto del fatto che in quanto ad onomastica tutti lo snobbavano? Pochissimi erano, e sono, quelli che portano il suo nome. Come non premiare allora quel devoto figlio se non facendo spargere tanta di quell'acqua benedetta sulle teste dei tanti fanciulli che si sarebbero succeduti nella santa rappresentanza?
Si realizzò davvero questo miracoloso evento? Eh sì, perchè se davvero un santo è tale, non basta che sappia scrivere che so io, un Vangelo, ma deve dimostrare di intervenire nella vita quotidiana dando una mano in caso di bisogno.
Per quanto io sia laico e razionalista non posso non ammettere che qualcosa di veramente miracoloso, o inspiegabile, ci fu.
In un tempo in cui la sopravvivenza doveva tener conto di epidemie, carestie, mancanza di nutrimento, insidie di ogni sorta portate a piene mani dal male sempre in agguato (a proposito, nel simbolo della città c'è anche lui!), affidare ai bambini il futuro era come provare a fare un salto giù dalla torre pensando di cadere in piedi!
E invece, sentite cosa accadde.
Pietro e Nicola, due figli di Vincenzo, ebbero rispettivamente dieci e undici figli, e tre figli di questi ne ebbero trenta in tutto. Il totale di questo ramo fu di più di ottanta discendenti.
Filippo, Michele e Salvatore, tre figli di Pasquale, fratello del sopradetto Vincenzo, ebbero rispettivamente dieci, dieci e tredici figli, e nella generazione successiva ... scusatemi ma qui ho perso davvero il conto. Il terzo figlio di Marco, Francesco, ebbe nove figli, il primo dei quali ci viene in aiuto nel conteggio in quanto, fattosi monaco, non ci genera quella "vertigo numerorum" che Arcangelo, Antonio, Gaetano e Angelo ci provocano, attraverso figli e nipoti che fanno raggiungere a questo ramo un elevato numero di decine.
Insomma nel volgere di quattro generazioni, la popolazione dei Petrassi si era talmente allargata che a riconoscersi come parenti erano quelli che appartenevano alla stretta cerchia familiare.
Il maggior numero dei membri del "clan" originario abitava nelle località limitrofe di Solamo, Pellara, Sciulli, Sagramento. In seguito li troviamo a Sciancarelle, Ragapiedi, Manca Castagna, Valle Caruso, Scarniglia, Lavandaio, Ghiandaro e altre contrade.
Sarebbe lungo e noioso illustrare l'intero sviluppo della progenie, ma chi fosse interessato può andare alla pagina della famiglia Petrassi pubblicata sul sito L'Ottocento dietro l'angolo, dove troverà ulteriori informazioni, curiosità e foto, oltre ovviamente all'intero albero genealogico suddiviso nei tre ceppi di cui ho parlato.
C'è infine un altro aspetto che devo evidenziare. In questa enorme famiglia ci fu una sola nascita (senza vita) da madre nubile, segno che le condizioni socio economiche dei vari gruppi familiari erano solide e basate su forti vincoli affettivi, cosa di non poco conto in tempi in cui la sopravvivenza dipendeva spesso dal grado di sottomissione.
Bene, arrivato a questo punto non mi resta che dire ai portatori di questo cognome: complimenti, siete davvero unici! Adesso chiedetevi perchè il maggior numero dei Petrassi-Petrasso d'Italia è concentrato nella nostra città, perchè un altro nucleo consistente, anche se di poco inferiore al nostro, è concentrato nella Città Santa, e quale potrebbe essere l'origine di questo cognome.
Per l'amor di Dio, non vi montate la testa! Non venite a dirmi che è vera la storia di Pietro e di Marco che passarono per San Marco nella loro opera di evangelizzazione e che il cognome deriverebbe dal Principe degli Apostoli! Che il nome Pietro sia ripetuto più volte, assieme a quello di Angelo, Arcangelo, Michele e Raffaele non vi autorizza a vantare protezioni celesti oltre quella sopra accennata.



San Marco Argentano, 30 settembre 2018


"GENEALOGIE" e "ACCADDE OGGI" sono due rubriche curate da Paolo Chiaselotti
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