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Quando tutto sembrava finito ... Maria Francesca Vilardo


Case nel quartiere Crité  San Marco Argentano

Case nel quartiere detto del Crité a San Marco Argentano

La storia inizia dalla data odierna, il dodici aprile, di oltre due secoli fa, con il matrimonio di una giovanissima sposa, Maria Francesca Vilardo, di soli quindici anni, orfana di padre. Non si trattava di un caso eccezionale, perché come il lettore può verificare in una pagina facente parte dell'  "Ottocento a San Marco Argentano", * quella che oggi consideriamo un'età in cui le adolescenti fanno le loro prime esperienze sentimentali, a quel tempo era più che sufficiente per accollarsi il ruolo di moglie e di madre.
Lo sposo, un calzolaio venticinquenne, si chiamava Gennaro Santoro. Le loro famiglie abitavano nei due più popolosi quartieri del tempo, rispettivamente Sant'Antonio Abate e il Critè, su due fronti opposti, separati da un canale naturale che si riversava nel vallone del Richetto. Non escluderei che tra loro vi fosse un legame di parentela tramite le madri, entrambe con cognome Pagano.
Meno di due anni dopo la loro unione nacque il primo figlio, Vincenzo Maria Santoro, che morì prima di compiere un anno alla fine del 1812. Ad ottobre dell'anno successivo morì Gennaro, lasciando la moglie prossima a partorire. Dopo due settimane nacque postuma Maria Saveria Caterina.
La giovanissima sposa si ritrovò nel giro di tre anni orfana, vedova e con una figlia appena nata. Forse il consiglio di famiglia, un organo istituito agli inizi dell'Ottocento tra i cui compiti c'era quello di dare il consenso al matrimonio di minori orfani, si diede da fare per esaminare il problema di Maria Francesca o, più probabilmente, la soluzione fu trovata con un passa-parola nell'ambito di parenti e affini, e precisamente nella famiglia Pisani, un cui componente, Francesco, falegname, aveva sposato Maddalena Vilardo, la sorella maggiore della giovane vedova.
Il nome del "salvatore" era Raffaello, aveva trentadue anni e si procacciava da vivere facendo il boscaiolo, o mannese, come era chiamato chi usava la mannaia per il proprio lavoro. I due promessi sposi si sposarono il 25 luglio del 1815, alla presenza della sola madre della sposa, Rosaria Pagano, essendo gli altri genitori defunti.
Probabilmente il caso della sfortunata donna rimasta vedova e madre fu preso a cuore anche dai 'notabili' del tempo, considerando che tra i testimoni troviamo, contrariamente a quanto avveniva in altri casi, due proprietari, un dottore in legge e un negoziante.
Gli sposi andarono ad abitare nell'ultima propagine del Crité, a Capo delle Rose, dove Raffaello Pisani svolse l'attività di falegname. Ebbero due maschi, Pasquale Luigi e Pietro, morto in giovane età, e due femmine, Maria Felicia e Anna Maria nata nel 1828. Il marito Raffaello Pisani morirà l'anno successivo, nel 1829, lasciando nuovamente Maria Caterina Francesca vedova e con tre figli rispettivamente di dodici, quattro e un anno.
Maria Francesca Vilardo morì a sessantotto anni il 4 luglio del 1862.


San Marco Argentano, 12 aprile 2024

Paolo Chiaselotti

* le spose bambine ("Ottocento a San Marco Argentano")

Qui sotto i collegamenti agli alberi geneaologici delle famiglie citate in questo racconto

Vilardo    Santoro    Pisani    Pagano   
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