INDICE GENEALOGIE
![]() Il palazzo della famiglia Trentacapilli nel quartiere della Giudeca a Bisignano Cozza munnata di trenta capiddri
sera e matina ci canta lu griddru e lu griddu ci'à cantatu cozza munnata, cozza munnata Non so chi fosse stato l'ispiratore di questa impertinente canzoncina in dialetto sammarchese, conosciuta anche in altri centri del cosentino, ma l'ho voluta premettere alla pagina dell'odierna genealogia per evidenziare ancora una volta l'origine di cognomi. Nel caso del cognome Trentacapilli esso deriva palesemente da un aspetto fisico del progenitore, certamente calvo o prossimo alla calvizie, al punto che gli si potevano contare i capelli. Il fatto che i discendenti siano divenuti persone importanti smentisce, almeno nel nostro caso, quel famoso detto nomen omen che vorrebbe leggere nel nome di una persona il suo destino. La storia della nostra terra, la Calabria, ci ha lasciato un ricordo incancellabile di questo cognome nella persona di un capitano Trentacapilli, comandante della gendarmeria borbonica, che arrestò l'ex re di Napoli Gioacchino Murat, fucilato a Pizzo Calabro nel 1815. Per noi sammarchesi, però, il cognome, non so se collegato al predetto, fu presente nell'origine di una famiglia protagonista della storia locale, la famiglia Campagna. Della genealogia di quest'ultima troverete una pagina su questa stessa rubrica, in cui vi è anche un accenno alla famiglia Trentacapilli. Ora, però, voglio estendere su quest'ultima alcune ricerche che ne tracciano una parziale identità e, soprattutto, un rapporto controverso, sotto il profilo politico, tra componenti delle predette famiglie. Il matrimonio tra Nicoletta Trentacapilli e Giuseppe Campagna, trentasei anni lui, ventisei lei, fu celebrato a Bisignano nel 1841. La sposa era nata sei mesi dopo la morte del padre Nicola, di cui prese il nome; aveva tre fratelli e tra questi un Fedele di cui parlerò tra poco. Il caso volle che il nome del genitore di entrambi gli sposi fosse Nicola, nome che si ripetè nelle successive generazioni della famiglia Campagna. La famiglia Trentacapilli di Bisignano abitava nel quartiere della Giudecca, dove risultano nati e deceduti i diversi membri, i cui nomi negli atti dello stato civile sono sempre preceduti dal titolo onorifico 'don' e 'donna' e dalla qualifica di gentiluomo e gentildonna. Il palazzo Trentacapilli, tuttora esistente, si affaccia sull'attuale via della Giudeca in cui cui un tempo era incluso. I battesimi avvennero nella chiesa di San Bartolomeo di fronte a detto palazzo. Ritornando al nome di Fedele Trentacapilli, lo troviamo registrato nell'atto del matrimonio della figlia Barbara Maria Carmela di anni venticinque con Raffaele Falcone di Acri, in data 23 agosto 1879, avvenuto in casa della sposa, al numero uno della via Giudeca. Dall'atto sappiamo che la madre di Barbara si chiamava Angela Boscarelli ed era deceduta. Che rapporto di parentela c'era tra Barbara, moglie di Raffaele Falcone, e Nicoletta, moglie di Giuseppe Campagna? Nicoletta, sorella di Fedele, era zia paterna di Barbara. Non so quanto Giuseppe Campagna e i suoi familiari avessero accolto di buon grado il matrimonio di Barbara con il gentiluomo di Acri, noto per essere il comandante della guardia nazionale di Acri e figura di rilievo nella lotta al brigantaggio post-unitario. Era risaputo, infatti, che alcuni membri della famiglia Campagna furono processati per connivenza con una delle più spietate bande dell'epoca, la banda Bellusci. La loro fede borbonica, inoltre, era di vecchia data, considerato che l'antenata Maria Giuseppina Ayala era stata nobildonna di corte presso la regina. Scorrendo l'albero genealogico della famiglia, però, scopriamo che quel matrimonio non provocò alcun risentimento per il semplice fatto che i protagonisti della storia che aveva visto contrapposti i due regni, quello dei Borbone e quello dei Savoia, erano tutti morti. I figli e le figlie di Giuseppe Campagna e di Nicoletta Trentacapilli erano cresciuti sotto il nuovo governo sabaudo e due di loro, Michele e Nicola Campagna -quest'ultimo progenitore degli attuali signori Campagna di San Marco Argentano- prestarono servizio militare nell'esercito italiano. Anche i matrimoni delle figlie Maria Tommasina e Mariangela Carmela avvennero con due membri di famiglie, che avevano alle spalle un passato risorgimentale, Ruggero Selvaggi e Carlo Valentoni. Che dire del famoso capitano Trentacapilli a cui si deve l'arresto di un regnante della portata di Gioacchino Murat, cognato di Napoleone e, fino a qualche mese prima della sua fucilazione, re del Regno di Napoli. Fa parte anch'egli della famiglia di cui abbiamo parlato o si tratta di una casuale identità di cognomi? Credo, data la rarità del cognome, che egli appartenesse allo stesso ceppo da cui si originarono i Trentatacapilli rappresentati nell'albero genealogico sottostante. In esso ho inserito l'apparentamento con la famiglia Boscarelli, anch'essa una presenza di rilievo nella storia di Bisignano. S.Marco Argentano, 13 gennaio 2026 Paolo Chiaselotti Vedi anche genealogia famiglia Campagna genealogia Campagna sul sito www.sanmarcoargentano.it ![]() |
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