INDICE DOCUMENTI INEDITI
dall'archivio di Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona ![]() Stemmi delle famiglie Valentoni e Catalani-Gonzaga tratti da una mappa dinastica del dott. Roberto Ruggi d'Aragona Bilotti I documenti che presento in questa pagina fanno parte di un fascicolo riguardante l'attestazione di nobiltà richiesta a coloro che entravano a far parte dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. Il fascicolo, risalente agli anni 1566/1567 riguarda Andreace Gonzaga di San Marco Argentano, dove era nato da Carlo Gonzaga di Novellara, detto Criacolo, e Filippa Valentoni. I documenti sono importanti in quanto testimoniano requisiti, procedure e autorità coinvolte nell'accertamento dei quattro quarti di nobiltà necessari per accedere al predetto Ordine. Per noi sammarchesi, però, essi rivestono un'importanza maggiore in quanto ampliano le nostre conoscenze su un periodo storico scarsamente indagato. Vediamo di quanti e quali documenti è composto questo fascicolo e i principali argomenti in essi trattati. Sono ventuno manoscritti, rilegati insieme, compilati da soggetti diversi e in momenti e luoghi differenti. Lo stato di conservazione è buono, tranne alcune parti che presentano scoloriture dell'inchiostro, tali comunque, da non compromettere la comprensione dei contenuti. Dopo i due fogli di intestazione del carteggio, "n.° 19, Gonzaga di San Marco Calavrese Andreucio" e, a seguire, "n.ro13, Prenome Andreaccio Gonzaga", il primo documento che voglio sottoporre all'attenzione del lettore è l'attestazione del sindaco, degli eletti e alcuni cittadini sulle qualità della persona - un notaio - incaricata di svolgere le indagini sull'aspirante cavaliere di Santo Stefano. Come risulta fin dalle prime pagine del carteggio il nome varia da Andreace ad Andreucio e Andreaccio, mentre in altri documenti da me pubblicati il nome è scritto oltre che nella forma Andreace anche Andrea e Andriace, Gonzaga o Gonzagha. Dal testo di questo primo documento apprendiamo una notevole quantità di informazioni, ad iniziare dal nome del sindaco, Barnaba de Orlando, e degli altri firmatari che sono gli eletti Gian Marco Salio, Giovan Leonardo Salvagio, Jacopo de Carlo, Giovanni Bernardino Sofro, Sebastiano Mezzacapo e un cittadino idiota, così definito in quanto analfabeta. L'atto, compilato da uno scrivano di nome Marco Antonio Lucano il 21 gennaio 1566, certifica che Giovan Carlo Minopulo di Torano è un pubblico notaio delle province del Regno di Sicilia al di qua del faro, noto e universalmente apprezzato per le sue capacità e qualità morali. Un sigillo finale garantisce la validità dell'atto pubblico e del suo contenuto. Sotto, copia dell'originale latino con un'accurata trascrizione, verificata anche attraverso un minuzioso esame da parte dell'A.I. (formato del documento 1200x1200 ingrandibile). San Marco Argentano, 25.8.2026 Paolo Chiaselotti Vedi seguito Andreace Gonzaga cavaliere di Santo Stefano Vedi anche le pagine delle genealogie Gonzaga, Valentoni (link esterno) Catalani (link esterno) |
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NOTA
L’importanza di questo primo documento - un'attestazione ufficiale di probità e competenza del notaio inquirente da parte delle massime autorità cittadine - risiede nel rigore formale richiesto dall'Ordine di Santo Stefano per l'accertamento dei "quattro quarti di nobiltà". Nel contesto locale di San Marco Argentano, la domanda di ascrizione presentata da Andreace Gonzaga nel 1566 non è un semplice atto formale, ma una mossa geopolitica di ampio respiro. Sfruttando la prestigiosa eredità paterna e i radicati legami della stirpe materna, il nobile sammarchese mira a diversificare le tradizionali alleanze con i Sanseverino. Accreditandosi presso l’ordine cavalleresco fondato dai Medici - asse portante della politica marittima di Filippo II di Spagna -, Andreace proietta il proprio casato in una dimensione internazionale, oltrepassando le mediazioni del Vicereame di Napoli e ponendo le basi della futura affermazione feudale e costiera dei Catalano Gonzaga. | ||
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