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IL CONTRATTO DI CENSO DEL 1597 UN DOCUMENTO FONDAMENTALE PER LA STORIA DI SAN MARCO ARGENTANO
Particolare statua di Antonino Firrao, Cappella Firrao, Basilica di San Paolo Maggiore a Napoli, da Wikipedia Commons Nel giugno del 1597 la città di San Marco Argentano si trovò in una situazione finanziaria critica. Gravata da un debito complessivo di 600 ducati verso il Regio Fisco e altri creditori, l’università cittadina deliberò – in un parlamento convocato "ad sonum campane, ut moris est" – di ricorrere a un prestito per evitare l’intervento dei commissari regi. Il sindaco Ottavio Rizza, munito di una procura formale rilasciata dagli eletti e da numerosi cittadini, si recò a Cosenza, dove il 14 giugno 1597 stipulò davanti al giudice regio Ioanne Alfonsus de Plana de Filleno e al notaio Orazio Migliorella un articolato contratto di censo con il prestatore cosentino Antonino Firrao (la madre era Vittora Mezzacapo di San Marco). Firrao versò 600 ducati, ottenendo in cambio una rendita annua di 60 ducati, garantita dalle gabelle cittadine, dai beni pubblici e dai beni privati dei cittadini elencati nella procura. Il contratto contiene clausole di grande complessità giuridica: affrancazione "quandocumque", obbligazione solidale, priorità ipotecarie, rescissione in caso di mancato pagamento, rinnovo novennale presso la Regia Audienza, obbligo di regio assenso entro un anno. Si tratta di uno dei più significativi esempi di finanza pubblica premoderna del territorio cosentino, capace di illuminare il funzionamento amministrativo, sociale e fiscale della città alla fine del Cinquecento. Il valore del prestito è notevole: 600 ducati equivalgono, in potere d’acquisto reale, a decine di anni di lavoro di un bracciale, a più case urbane, a interi oliveti o vigneti, e a una dote nobiliare di alto livello. Il confronto con la Platea delle Clarisse e il catasto onciario del 1754 mostra una sorprendente continuità dei valori economici: il reddito del lavoro, il prezzo dei terreni, il valore del bestiame e degli immobili confermano la portata del contratto stipulato nel 1597. Questo documento, nella sua ricchezza di nomi, formule giuridiche, riferimenti fiscali e descrizioni patrimoniali, è una vera e propria fotografia della città: un ritratto della sua società, delle sue famiglie, delle sue istituzioni e delle sue strategie di sopravvivenza economica. Ringraziamento La possibilità di presentare questo testo inedito si deve alla cortesia dell’avvocato Daniel Gonzaga di Montevideo, che ha messo a disposizione il documento originale dopo averne fatto eseguire dalla dott.ssa Chiara Fichera una trascrizione e annotazione paleografica professionale. La sua generosa collaborazione ha permesso di restituire alla comunità scientifica e ai cittadini di San Marco Argentano una fonte di straordinario valore storico. Clicca qui per scaricare il documento PDF (Testo ottimizzato per la lettura con il supporto dell'I.A.) San Marco Argentano, 4.10.2026 Paolo Chiaselotti |
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