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L'ANTISTORIA

MARCO BOEMONDO ALLA CROCIATA- NONO EPISODIO.

Il saccheggio di Antiochia Miniatura di Sebastien Mamerot sec.XV - da Wikipedia Gallica Digital Library
Il saccheggio di Antiochia Miniatura di Sebastien Mamerot sec.XV - da Wikipedia Gallica Digital Library

ANTIOCHIA VIENE PRESA PER FAME. O TRADIMENTO?

GESTA FRANCORUM - LIBRO VIII Cap.XIX, XX.

Il nostro 'corrispondente di guerra' spiega che Antiochia fu presa dai Crociati impedendo in tutti i modi che giungessero rifornimenti alla città assediata. Insomma fu presa per fame.
Ma il cronista dice anche che non può spiegare per filo e per segno le azioni intraprese dai Crociati per poter occupare la città in quanto solo gli uomini d'arme possono sapere cosa accadde, non essendoci nessun chierico o laico presente.
Subito dopo, però, facendosi prezioso, aggiunge che, tuttavia, qualcosa la dirà!
Stupendo. Pare quasi di sentirlo, mentre, mettendo le mani avanti, prepara il lettore ad una di quelle storie che appassionerebbero i 'complottisti' più che gli studiosi di storia e di strategie militari.

C'era in Antiochia un emiro di origine turca di nome Piro che era entrato in confidenza con Boemondo, il quale un bel giorno gli chiese di farlo entrare in città, promettendogli onore e soldi. L'emiro gi risponde che lo avrebbe fatto ben volentieri, avendo a sua disposizione tre torri fra le centinaia poste a difesa delle mura di cinta.
Boemondo approfitta di questa situazione per prospettare agli altri comandanti un suo ambizioso progetto: mettiamoci d'accordo su un punto fondamentale, chiunque di noi, con la forza o con altri mezzì, riuscirà, ad entrare per primo in Antiochia se la prende tutta per sè!
I colleghi, però, ligi al principio cavalleresco del 'tutti per uno uno per tutti' non ci stanno.
Il cronista che prima aveva affermato di non sapere nulla degli antefatti che portarono alla conquista di Antiochia, si rivela informatissimo, finanche per la parte riguardante la coalizione nemica formata da Turchi, Pubblicani, Agulani, Azimiti e altre nazioni. Non solo ma può riferirci le parole dette dai comandanti crociati dopo un primo rifiuto di consegnare a Boemondo la città:.
«Se Boemondo avrà potuto conquistare la città per sé o per altri, noi gliene daremo volentieri un'altra in cambio, in modo che se l'imperatore sarà venuto in nostro aiuto e avrà voluto tener fede a tutte le convenzioni come ci promise con giuramento, noi gliela restituiremo di diritto. Altrimenti che se la tenga Boemondo!»

Boemondo, a questo punto, comincia il corteggiamento dell'amico emiro e alla fine gli dice che è giunta l'ora X. A tale scopo fa radunare da un tal Mala Corona tutti i Franchi che erano nell'accampamento spedendoli in una finta azione di saccheggio di viveri, pronti a rientrare dal lato destro della montagna. Al termine del percorso durato una notte intera, si presenta Boemondo che, assumendo il comando dell'esercito, annuncia che c'è già una scala pronta perché un manipolo di coraggiosi entri in Antiochia occupando tre torri, ovvero quelle controllate dall'amico emiro.
Fu un gioco da ragazzi. Subito dopo vi salirà anche Boemondo. Non restava altro da fare che aprire la porta per far entrare tutti i Franchi. Non fu facile per il buio e per la difficoltà di orientamento, ma alla fine il manipolo di prodi riuscì a trovare e abbattere la porta e, così i Franchi irruppero nella città

Nel racconto compare un tal Mala Corona. Chi era e da dove proveniva? Era un inserviente di Boemondo (quendam servientem suum uidelicet Malam Coronam). Ebbe l'ordine di farsi un giro per l'accampamento e avvisare tutti i Franchi di presentarsi dal suo signore.
Perché ho voluto soffermarmi su di lui? Perché mi ha incuriosito il nome di questo personaggio secondario, al quale, tuttavia, il cronista riserva una 'particina' importante. Andando alla ricerca di maggiori informazioni ho trovato che in Francia esisteva un luogo con tale nome, o più appropriatamente Maucouronne, nella pianura di Val-ès-Dunes, vicino a Caen.
Il toponimo pare fosse nato a seguito del disarcionamento del re di Francia Enrico I durante la battaglia con alcuni feudatari normanni intenzionati a catturare Guglielmo il Bastardo (futuro re d'Inghilterra). Enrico colpito da una lancia cadde da cavallo ma non subì conseguenze. Da questo episodio nacque la voce Mau-a-la-couronne, col significato che si era fatta male solo la corona, e quindi il termine Maucouronne con cui fu indicato il luogo della regale caduta. La sconfitta dei feudatari ribelli comportò la loro fuga e alcuni di essi giunsero, a quanto pare, anche nel meridione d'Italia.
L'appellativo latinizzato in Mala Corona riguardò Rodolfo 1, erudito in arti liberali e nelle scienze, citato da Orderico Vitale, nella Historia Ecclesiastica. Non ho trovato, altri nominativi di Mala Corona, tranne questo Rodolfo e l'inserviente di Boemondo. Una località con questo nome esiste nella provincia di Vibo Valentia.
Ciò che accadde dopo potremmo definirlo una 'notte di ordinaria follia'.
I suoni di ogni genere, dal fragore dello scontro, alle urla di terrore, si udirono per tutta la notte. Boemondo ordinò che il suo vessillo venisse issato su un monte di fronte al castello. Coloro che ancora erano nell'accampamento entrarono nella città uccidendo ogni fuggitivo. L'emiro Cassiano (Yaghi-Siyan) con alcuni suoi uomini riuscì a fuggire dirigendosi verso la montagna di Tancredi. Nascosti in un casolare, furono riconosciuti da Siriani e Armeni del luogo, catturati e decapitati. Portarono la testa di Cassiano a Boemondo e ottennero in cambio la libertà. La narrazione si chiude con una cinica valutazione della cintura e del fodero dell'emiro: sessanta bisanzi!

Come al solito il cronista ci fornisce la data di questa storica 'impresa': era la notte di giovedì 2 giugno del 1098 e tutte le piazze della città erano colme di cadaveri, al punto che nessuno riusciva a resistervi per i troppi fetori. Nessuno poteva transitare nelle strade della città se non passando sui cadaveri delle persone uccise'.

Alla prossima puntata!


Inutile dire, visto che lo faccio ad ogni episodio, che i lettori possono scaricare il testo latino delle GESTA FRANCORUM dal sito sotto riportato oppure leggersi i capitoli XIX e XX con la traduzione in italiano in questa pagina: GESTA FRANCORUM - LIBRO VIII. Gli scettici facciano come credono, liberi di cestinare la mia traduzione o di conservarla a testimonianza dei frequenti errori.

Il testo latino è reperibile al seguenti indirizzo:
https://www.thelatinlibrary.com/medieval.html


San Marco Argentano, 4 agosto 2023

Paolo Chiaselotti


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