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Le stagioni seguenti all'estate del 1981


San Marco Il bel resoconto sulla stagione del 1981 nella nostra S. Marco, in questo stesso forum, a firma della mia amica Annalisa, ha riguardato vari aspetti e, tra gli altri, anche quello della qualità della vita nella nostra città natale, nello spazio di tempo indicato nell' articolo. Il riferimento al periodo climatico credo sia stato solo un pretesto e che, invece, per quanto riportato nello scritto, è evidente che il riferimento è da intendersi al clima politico culturale che noi tutti abbiamo vissuto in quell' arco temporale. I riferimenti indicati nell' articolo insieme al ricordo di persone care, hanno spinto anche il sottoscritto a dare una propria interpretazione, anche su quanto ha riguardato il " dopo " la stupenda stagione dell' 81, considerando anche i giorni attuali.

Rispetto al citato articolo, devo dire che sono rimasto favorevolmente colpito da come sono descritte le sensazioni, le aspettative e gli stati d'animo che ognuno di noi ha sperimentato in quell' arco di tempo. Credo che per Annalisa per tutte le persone che si avvicinavano al movimento, questi moti interiori erano vissuti come uno sviluppo logico e conseguente dei riferimenti ideologici che venivano proiettati in un processo collettivo attraverso quel gruppo di persone, organizzate in un soggetto politico quale era il PCI, che in quel momento storico cercava di rappresentare le istanze dei nostri valori di riferimento. Sicuramente, come Lei afferma, erano istanze caratterizzate da una di sete di giustizia e di uguaglianza che si cercava di far condividere a quante più persone possibili. Il terreno su cui far sviluppare le tematiche che presentavamo era fertile poiché erano temi nobili e pieni di novità a cui la nostra cittadina non era abituata, ammantata da un retroterra culturale intriso di vecchie usanze, costumi e bigottismo clericale che la avvolgeva da tempo antico come una nube tossica che non faceva circolare aria di nuove idealità.

Le condizioni economiche del periodo rendevano meno problematica l'opera di proselitismo poichè la classe lavoratrice, storicamente la più disagiata, era meno soggiogata ( specialmente quella operaia ) nei rapporti di produzione poichè attraverso i lavori di costruzione della "Superstrada delle Terme", da parte della Genghini Spa di Roma, il Paese veniva invaso di una liquidità monetaria che non si era mai avuta. In considerazione del controllo istituzionale che questa ditta aveva, per la prima volta, i lavoratori si vedevano assegnati tutte le spettanze derivanti dal rapporto di lavoro. Accanto a ciò si sviluppava anche una certa attività sindacale che incrementava il processo di crescita dei diritti anche attraverso le persone che venivano rivestite di incarichi sindacali ( come non ricordare la mitica figura di Mario D' Ardis ).

Certamente il processo di crescita politica fu aiutato principalmente da persone che, ritornate in loco dopo esperienze esterne, si assunsero la responsabilità di dirigere quel movimento per adeguarlo ai tempi come si impegnò di fare Massimo Giovane. Nel movimento c' ero io, Giovanni, Pio, Angiolino e le ragazze, Franca mia sorella, Gloria e Rosina. Insieme a queste ultime è iniziato il percorso di Annalisa e di altre che insieme si facevano carico di portare all'esterno il lavoro che veniva organizzato in Sezione. Il legante di tutto quanto veniva deciso era rappresentato da Enrico Iaccino. Questo impegno fece avvicinare al gruppo persone diverse che, se pur impegnate in altri campi, al momento non avevano una loro collocazione politica nel Paese. Fra tutte si distinse da subito Paolo Chiaselotti.

Ma ci furono anche altre persone che in quel periodo diventarono " ospiti " della Sezione, attratti da questo clima nuovo. Con alcune di esse nascerà anche un rapporto di vera amicizia che proseguirà col tempo come quello che si instaurò con Gloria Attanasio e sua sorella Elsa che " era bella ed elegante " come lei stessa la ricorda nel bellissimo articolo, in questa stessa rubrica, dopo la sua prematura scomparsa.

Il coronamento di questo forte impegno politico fu la nomina di Paolo Chiaselotti a Sindaco di S.Marco. Un bellissimo ricordo, per la novità, per la sua figura personale ( insieme ad Anna ) e per tutto il significato politico che la nomina rappresentava. I processi di crescita, di conseguenza, hanno riguardato anche il campo culturale; furono tante le iniziative che venivano organizzate da nuovi soggetti, ARCI, ACLI ed altri comitati culturali ed il Paese visse un momento di grande risveglio anche sperimentale. Era piacevole viverci.

Il limite a tutto ciò è stato il fatto che non sono state create strutture produttive stabili che rafforzassero, o perlomeno mantenessero stabili, i diritti contrattuali acquisiti. La realtà industriale che nel prosieguo del tempo si è creata nella zona dello Scalo non ha mantenuto vive le speranze di sicurezza per come ci si aspettava, nel senso che i salari che venivano pagati erano più bassi di quelli previsti dalla contrattazione nazionale. Le persone sono tornate a dipendere, come in precedenza, da rapporti di clientela vecchia maniera che hanno mandato in soffitta gran parte dei diritti acquisiti sindacalmente in precedenza.

Gli anni successivi a quelli pseudo-industriali hanno visto affermarsi grandi progetti di sviluppo commerciale che hanno , ancor di più, ingrandito quelli che erano i processi degenerativi dei rapporti di lavoro; le clientele si sono rafforzate sempre più con conseguente annullamento di quel poco che restava dei sacrosanti diritti sindacali; bastava informarsi delle paghe dei lavoratori ( questo vale anche oggi nei complessi commerciali dello Scalo ) per rendersi conto di quanto ciò era vero. Non solo è successo tutto questo, ma tale stato di cose non ha prodotto sul territorio alcuna forma di organizzazione sindacale degna di questo nome; è emblematico che a San Marco durante questi processi non vi sia stata, anche considerando l'alta concentrazione operaia impiegata, alcuna sigla sindacale in autonomia a difesa dei diritti dei lavoratori.

Per non parlare del ceto politico. Dopo la fine dell'esperienza politica degli anni di cui abbiamo fatto cenno in precedenza ( leggi fine del PCI ) si è affermata fino ad oggi una classe politica interessata ad organizzare solo piccoli raggiri " contro qualcuno o qualcosa " e mai a sviluppare una qualche idealità progettuale " a favore di qualcosa ". Non c' è mai stato un programma armonico, magari in un settore specifico, e quanto vengono spesi i soldi del bilancio comunale la cosa riguarda sempre qualche intervento senza capo ne coda. A tale stato di cose la popolazione sammarchese assiste senza alcuna resistenza organizzata. Non esiste una forza politica di seria opposizione e non esiste in Paese alcun gruppo o associazione che mobiliti al rinnovamento civile in alcun modo. Sembra che l' intero Paese dorma in attesa della sua fine.

Gli aspetti negativi della nostra comunità riguardano però anche altri attori come la Chiesa ed i Giovani . Il ruolo della Chiesa nella nostra comunità si è svolto sempre sottotraccia senza alcuna visibilità esterna. Oltre alle cose tipicamente istituzionali ( Messe e Processioni ) le figure interessate della Chiesa non hanno mai svolto un compito di alto respiro e le attività Pastorali sono rivolte esternamente al minimo. Delle altre attività di supporto che dovrebbero caratterizzare il loro operato neanche a parlarne. Spero che i Parroci delle nostre Chiese non se la prendano, ma non è giustificabile da parte loro che non si organizzino Oratori che abituino i ragazzi alle più elementari forme associative. La cosa è stranamente sfuggita anche alla Curia vescovile la quale, vorrei qui ricordare, ha la titolarità della propria sede proprio nella nostra Città.

Capitolo Giovani. Con la crisi della rappresentanza politica e con scarse forme associative è abbastanza conseguente che i giovanotti di San Marco rivolgano altrove il loro impegno. Attraverso quel loro carattere focoso la maggior parte di loro trascorre il proprio tempo nel disimpegno più totale, molto spesso dedicato al consumo di alcool e fumo ( negli ultimi anni probabilmente anche di qualcos'altro ).

Il quadro dipinto sembra essere alquanto pessimistico ma qualcuno sarebbe indotto all'errore se interpretasse in tal senso questo scritto. Ritengo, invece, che la nostra Città abbia le risorse per una rinascita finalizzata al miglioramento dell' attuale qualità della vita. Vanno incoraggiate quelle iniziative, ancora poche, che hanno come protagonisti giovani imprenditori ( un bravo a Mimmo Artusi ) che stanno investendo capitali in iniziative di un certo respiro economico. Certo c'è da sperare che dall' interno di questi processi economici si incrementi anche la " fornitura " di diritti che riguarda il salario elargito, le assicurazioni, i contributi e tutto quanto serva a qualificare come socializzante l'impegno economico. Sottolineo con forza questo tema perchè è del tutto evidente che una maggiore indipendenza economica potrà far tornare molte persone ad investire del loro tempo nel campo civile, culturale e altro. Qualcuno ha già iniziato a farlo ( campo della moda e delle attività ricreative ). La cosa deve continuare ancora per tornare a rivivere a San Marco altre belle stagioni come quelle sperimentate intorno agli anni '80 da quelle persone che in questo scritto sono richiamate ed alle quali, mi sia consentito, sarò eternamente affezionato.

Lucio Pasquale Russo

Novembre 2012
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