GENNAIO 1826, ALLEGRETTO ... SENZA SESSO
Un dipinto di Domenico Induno, 1854, Nonno e nipote
Il titolo corrisponde pienamente a quanto accadde duecento anni fa a San Marco, quando un giovane bracciale di nome Vincenzo Allegretto, rimasto vedovo per la morte della giovanissima moglie Anna Teresa Sesso di soli quindici anni, decise di risposarsi. Il cognome di questa sfortunata sposa ci porta, involontariamente, a riflettere su un rapporto intimo che si poteva legittimamente avere con una bambina di soli tredici anni contraendo matrimonio. L'assenso alle nozze di questa piccola sposa, orfana di entrambi i genitori, fu dato da un consiglio di famiglia, composto nel caso specifico dal nonno paterno Vincenzo Sesso di settanta anni, dallo zio materno Francesco Arcuri trentenne, da un affine in linea materna di nome Raffaele Giorno, da Antonio Raimondi, parente per linea paterna e, infine, da Giuseppe d'Andrea, parente per linea materna. Tranne l'avo e lo zio, gli altri membri del consiglio, in verità, non avevano alcun rapporto con la bambina, che, priva di una reale tutela, fu consegnata legittimamente ad un uomo di venti anni, all'epoca considerato non solo adulto, ma pienamente in grado di formare e dirigere una famiglia. Era il sei novembre 1823 quando Anna Teresa, volente o nolente, dovette dichiarare di accettare come marito Vincenzo Allegretto perché il suo matrimonio fosse valido. Non è escluso, comunque, che la sposa, posta dinanzi ad una scelta che l'avrebbe trasformata da adolescente in donna, abbia accettato di buon grado la sua futura condizione, per il semplice fatto di trovare quella famiglia che le mancava. La scelta di Vincenzo fu un capriccio, un atto non ponderato, una scelta meditata o un gesto d'amore? Non lo sappiamo, ma è importante sapere chi fosse quel giovane bracciale. La madre era morta quando lui aveva quattro anni e crebbe nella nuova famiglia che il padre aveva originato con Maria Rosa D'Ambrosio e i quattro nuovi nati, alla data del 1823, anno in cui Vincenzo si sposò nella contrada Sciancarella. Continuò ad abitare nella stessa contrada anche dopo il matrimonio. La piccola sposa entrò, dunque, a far parte della famiglia di Vincenzo, segno che, qualunque fosse stato il rapporto con il marito, aveva trovato un ambiente favorevole in cui vivere. Non sappiamo le cause della morte, ma data la giovanissima età non è escluso che possa essere morta per cause legate ad una incipiente maternità. Non ebbe, in alcun modo, alcun figlio. Vincenzo si risposò quattro mesi dopo, il 22 gennaio del 1826, con Maria Maddalena Petrasso, diciotto anni appena compiuti. La coppia continuò a vivere per alcuni anni nella casa paterna a Sciancarella e in seguito andò a vivere in contrada Bonavita-Facicchio. Ebbe sette figlie, di cui solo tre sopravvissute all'infanzia. Dai loro atti di nascita risulta che continuarono i buoni rapporti con la famiglia Sesso, dato che alcuni di loro vi compaiono come testimoni. San Marco Argentano, 3 gennaio 2026 Paolo Chiaselotti Vedi anche alberi genealogici ALLEGRETTO e SESSO Sull'argomento matrimonio di minori vedi anche Matrimonio tra adolescenti e La sposa bambina - |
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