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LA FACCIA DI BRONZO ....
Faccia di bronzo

Perché il travestimento della foto di apertura e il titolo "Faccia di Bronzo?" Perché voglio aggiungere un'ulteriore provocazione sull'Abbazia della Matina.
Non solo non fu fondata da Roberto il Guiscardo e dalla moglie Sichelgaita, ma non c'erano benedettini nella Val di Crati, dell'Esaro e in tutto il cosentino ai tempi del Guiscardo. I monaci greci continuarono a gestire l'economia del territorio.
L'antistorico deve avere tre doti fondamentali: testardaggine, incredulità e coraggio. Soprattutto quest'ultimo. Il coraggio di dire cose che nessun altro, soprattutto uno storico, oserebbe dire.
Tutto ciò non gli eviterà il "rogo", metaforicamente parlando, ma almeno avrà instillato il dubbio che è alla base di ogni ricerca. Anzi, soprattutto oggi, è il più importante motore di ricerca.
La cosiddetta intelligenza artificiale (l'A.I. comunemente detta) è in grado di rispondere con sollecitudine a tutte le nostre domande, ma anche in questo caso deve guidarci il dubbio se la risposta sia giusta o sbagliata.
A rischio di contraddirmi, voglio cercare l'opposto di quanto ho affermato, chiedendo all'A.I. se esistevano abbazie benedettine al tempo del Guiscardo nel Cosentino. Ecco la risposta dell'intelligenza artificiale:
Sí, nel Cosentino c'erano abbazie benedettine ai tempi di Roberto il Guiscardo. I Normanni fondarono e promossero questi monasteri per diffondere il monachesimo latino e consolidare il loro potere politico in Calabria. La più importante abbazia benedettina fondata direttamente dal Guiscardo e dalla moglie Sichelgaita nell'area fu l'Abbazia di Santa Maria della Matina a San Marco Argentano. Venne consacrata il 31 marzo 1065 alla presenza del Duca.
Tra parentesi sono indicati i nomi delle persone o i siti da cui l'A.I. ha ricavato la risposta. Quando questo articolo sarà pubblicato la risposta dell'A.I. sarà diversa.
L'A.I. non è un "oracolo", ma l'eco delle nostre azioni: puoi interrogarla all'infinito fino a quando non ti dà la risposta che cerchi.
Per essere certi che l'A.I. vada a cercare informazioni mirate, non bisogna accontentarsi della prima risposta. Dobbiamo esprimere i nostri dubbi, scrivendoli chiaramente nella domanda successiva, e bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo, cioè oltrepassare quella barriera rappresentata dalla soddisfazione di aver ragione.
Nel caso dell'argomento in questione, ho chiesto: esistono documenti d'archivio che attestano la presenza di abbazie benedettine in Calabria, specificatamente nella provincia di Cosenza, ai tempi del Guiscardo?
Dopo una serie di precisazioni la risposta è stata: l'abbazia della Matina.
Ad un'altra domanda, se esistessero testimonianze di cronisti dell'epoca sulla presenza di abbazie benedettine in provincia di Cosenza ai tempi del Guiscardo, la risposta è stata netta: No, non esistono testimonianze narrative dirette di cronisti dell'epoca.
Il risultato, tenendo conto che il documento del 1065 riguardante l'abbazia della Matina è una falsificazione, sarebbe quanto ho affermato io all'inizio: non esisteva alcuna abbazia benedettina.
Conclusione: ai tempi del Guiscardo, la Val di Crati parlava ancora greco. Il resto è un mito d'archivio. Se l'A.I. vi dicesse il contrario, ricordatevi della sua stessa avvertenza: 'Le risposte potrebbero contenere errori. Rivolgiti a un professionista'. Ebbene il professionista lo avete trovato: sono io, con la tonaca e la faccia di bronzo.

San Marco Argentano, 6 luglio 2026

Paolo Chiaselotti


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Va ricordato che gli storici Malaterra e Orderico Vitale erano benedettini dell'abbazia di Saint-Évroult, in Francia, e Amato era un benedettino dell'abbazia di Montecassino. Le "Gesta Roberti Wiscardi" dello storico Guglielmo di Puglia sono una cronaca in versi dedicata espressamente alle imprese del Guiscardo. Quando compare nella cronaca di qualche storico un riferimento esplicito all'Abbazia della Matina? Inspiegabilmente, molto tardi: nel XVII secolo.
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