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LA BOCCA DI SCARICO DELLA TORRE (2)
Oltre un anno fa avevo pubblicato una pagina sull'argomento,
dicendo che l'apertura più piccola, visibile nella foto a lato, potesse servire per la dispersione
delle polveri di macinazione del grano.Perché? Data la sua scarsa pendenza ed essendo un'apertura nel piano seminterrato, non poteva essere il condotto di uscita di una latrina, né un condotto di sversamento di grano all'esterno. Una palese incompatibilità d'uso escludeva che l'uscita di un condotto per alimenti fosse sottostante ad una uscita di sversamento di escrementi. Osservando i bordi sagomati della pietra che forma la cornice di quest'apertura mi sono chiesto il motivo di quella elaborazione estetica, del tutto inutile per l'uso a cui serviva. Ho riflettuto sulle informazioni, date a suo tempo dal dott. Osvaldo Gaudio, circa la possibilità che il manufatto fosse una "torre di accumulo" e ho immaginato che il grano accumulato nel piano seminterrato potesse essere portato entro sacchi in luoghi più asciutti e ventilati, quali potevano essere le tre stanze superiori. Da esse, quindi, il grano accumulato poteva, all'occorrenza, essere sversato all'esterno attraverso le caditoie ricavate nello spessore murario di ciascuna stanza. Pertanto, quelle che avevo ritenuto essere delle latrine, erano bocche per scaricare grano all'esterno. Non vi nascondo che scrivere queste cose non è stato facile: il timore di dire 'minchiate' è stato grande. Alla fine, considerando la mia età, l'alternativa di dire ciò che mi piace ha prevalso sulla ponderata occasione di tacere. Sarei grato, come sempre, che qualcuno dei miei occasionali lettori mi smentisse -anche coprendomi di ridicolo- per aver scambiato escrementi con frumenti. È meglio essere impolverato di farina che ricoperto di merda e, a tal proposito, mi corre l'obbligo di rimandare il lettore alla mia primitiva opinione sulla funzione del misterioso orifizio litico, da me definito il culo della torre.
Un fermo immagine del video sulla torre 1993 che evidenzia la volta a cupola conica del vano granaglie San Marco Argentano, 24 maggio 2025 Paolo Chiaselotti NOTE Un interessante studio sulla conservazione del grano è stato fatto dalla dott.ssa Maria Luisa De Nicolò in una dettagliata ricerca dal titolo "Antichi manufatti ipogei: le fosse granarie di S. Giovanni in Marignano (Rimini) ", Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna (sede di Ravenna). All'ultimo piano della torre c'è un forno per il pane. Non vi nascondo che avrei volentieri esteso l'ironia della mia odierna presentazione al fatto che la torre potesse essere un ... antico forno normanno. Poi mi sono ricordato che il mio caro amico Sergio ne ha aperto uno in località Cimino; casuale e ispirato alla nostra storia, certo, ma, guarda caso nel luogo dove fu trovata sepolta nel terreno una grande giara per i cereali. Era di epoca romana. Il luogo, Cimino o Fabbrica, dista meno di un chilometro dalla grangia normanna della Matina. Avere tanti mulini e non sapere niente sulla produzione del grano nell'antichità è una imperdonabile mancanza di interesse. Se non fosse stato per Sergio e i suoi figli anche questa importante memoria sarebbe scomparsa. Se questa pagina, pertanto, dovesse aprire uno spiraglio di riflessione, evitiamo che rimanga solo un peto. A proposito di peti, che fine hanno fatto gli scavi di Cimino e la tomba di Cappasanta? |
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