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"FATA" - La nascita dell'azienda Fragomeni
(parte quarta)


Fratelli Fragomeni con il padre

Foto tratta dal sito (in cui sono contenuti nomi e storia) Archivio Novecento San Marco Arentano


Con quest'ultima puntata entriamo nell' "oggi" della nascita del servizio pubblico automobilistico a San Marco Argentano. È passato un secolo da quando i fratelli Fragomeni fondarono l'azienda automobilistica "FATA" che, ancora oggi, pur essendo passata ad altro proprietario, conserva quel prestigioso nome.

Ebbi modo di salire su una di quelle corriere - che facevano servizio con lo Scalo e con Cosenza- a vent'anni dalla nascita dell'azienda. Avevo cinque anni. Era il 1946 e la guerra al Nord, da cui provenivo, era finita da pochi mesi.
Ho un ricordo sfocato, ma mi pare che l'automezzo fosse di colore verde e avesse il "muso" allungato. O forse la vidi nel deposito negli anni successivi, quando era già diventata un pezzo da museo.

Chi erano i fratelli Fragomeni?
Erano i protagonisti reali di quel "Futurismo" avveniristico immaginato da Filippo Tommaso Marinetti e illustrato dai tanti artisti, tra cui il nostro corregionale Giacomo Balla. Capitarono a San Marco Argentano casualmente, a seguito del trasferimento del padre Giuseppe presso la pretura mandamentale con l'incarico di ufficiale giudiziario.

Come abbiamo visto nelle precedenti puntate il pioniere di questa avventurosa impresa fu Ernesto Granieri, a cui si associarono i fratelli De Pietro e qualche altro rampollo di famiglie borghesi dell'epoca. Le cose non andarono per il verso giusto, diciamo che andarono male. In questo contesto, subentrarono i fratelli Fragomeni, non tutti e in momenti diversi. Acquisirono l'eredità della concessione governativa per la 'tratta San Marco - Scalo - Stazione di Torano, dapprima per il solo servizio postale e, in seguito, per il trasporto pubblico di passeggeri e bagagli.

San Marco, possiamo dirlo senza alcun dubbio, da quel momento cessò definitivamente di essere un borgo feudale per diventare una "città aperta": ai traffici, ai commerci, agli spostamenti di professionisti e impiegati. Nacquero i primi palazzi condominiali, alcuni artigiani si specializzarono, trasformandosi in meccanici, arrivarono nuove figure operaie da fuori e quelle locali appresero nuovi mestieri.

All'inizio Le carrozze continuarono ad essere di legno, sottoposte a continui scossoni su strade imbrecciate o ricoperte con ciottoli di fiume. Negli anni Cinquanta arrivò l'asfalto e nello stesso periodo le linee furono profondamente ammodernate con nuovi pullman e aumento del personale.

Non mi addentro nei vari passaggi che videro i fratelli separarsi per motivi professionali e di servizio militare. A presiedere l'azienda sarà da questo momento il fratello Antonio, che era stato anche l'artefice del nome della ditta.
Possiamo dire che l'azienda rappresentava un punto riferimento e la speranza di impiego per molti concittadini. Personalmente ho visto il susseguirsi di generazioni di autisti, bigliettai e meccanici tutti accomunati da un profondo senso di appartenenza e da un desiderio spontaneo di custodire il futuro di quella che sentivano come una seconda famiglia.

Dalla mia abitazione sulla piazza Umberto ero quotidiamente spettatore di arrivi, partenze e rifornimenti. Don Antonio, il "senatore", dirigeva all'occorrenza dal suo balcone quel continuo via vai di autobus e persone. Aveva sinceramente a cuore l'azienda, il personale e i viaggiatori. E pensò anche che i viaggi potessero trasformarsi in sogni: aprì un cinema e lo chiamò Belvedere. Per ironia o di proposito, un writer occasionale ha scritto su un lato della casa in cui abitò la famiglia: Nuovo Cinema Paradiso. Forse intendeva altro, ma quel gesto spontaneo oggi si unisce idealmente alle targhe che ricordano una famiglia prestigiosa, simbolo del progresso della nostra città.
Negli anni Novanta l'azienda fu ceduta all'attuale proprietario, il signor Carnevale, che ha ingrandito e ammodernato il parco macchine, estendendo i servizi anche ai lunghi percorsi turistici.
Don Antonio Fragomeni ha lasciato memoria di quanto ho qui brevemente narrato in una sua pubblicazione del 1994, stampata in proprio. Si chiama "Rievocazioni" ed è custodita presso la biblioteca comunale.

S. Marco Argentano, 5.6.2026

Paolo Chiaselotti

Rievocazioni di Antonio Fragomeni


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